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domenica 16 agosto 2009

Guida all' acquisto del pianoforte



Per avere il massimo rendimento dai propri studi è necessario acquistare un pianoforte adatto alle proprio potenzialità.
Innanzi tutto per cominciare è consigliato iniziare con un pianoforte digitale, per esempio un clavinova. Perchè un pianoforte digitale.


Perchè? perchè si risparmia, i digitali costano di meno, inoltre si risparmia anche sulle spese di manutenzione e accordatura. Quindi caso mai non volessimo più continuare a studiare il pianoforte, ci ritroviamo sempre un pianoforte bello funzionante anche se lo suoniamo dopo 5 anni.


I digitali hanno una tastiera che simula molto bene quella dei pianoforti meccanici, certo non è la stessa cosa, però per i primi tempi va benissimo.


Una volta che si ha il pianoforte digitale, e decidiamo di continuare gli studi, decidiamo che tipo di pianoforte meccanico acquistare. L' acquisto è molto importante perchè non cambierete così tanti pianoforti nella vostra vita.


Un modo per voi, per diminuire il rischio di fare la scelta sbagliata è di chiedere una modalità di pagamento recentemente molto sviluppata: il leasing.

Praticamente, potete disporre degli attrezzi (pianoforti) dell' azienda, in cambio di un rispettivo canone. Ma non è la stessa cosa di pagare a rate. Se si paga a rate, il pianoforte lo si paga all' infinito finchè non si decide di acquistarlo. Se si paga con il Leasing, i soldi del canone non vanno persi!ma si sommano fino ad arrivare al prezzo stabilito del pianoforte. Una volta arrivato a pagare con i canoni la stessa somma del prezzo del pianoforte, potrete richiederne l' acquisto previo riscatto.


Per es. Un pianoforte costa 2000 £. Decidi di pagarlo col contratto di leasing, ogni rata mensile vale 100 £. in 20 mesi avrò speso la somma pari al prezzo del piano (2000£). Una volta avvenuto ciò, potrete richiedere l'acquisto del pianoforte, tramite un piccolo riscatto, per esempio altri 100£. Questo è molto conveniente perchè mentre pagate le ratge voi potete suonare lo strumento, ma nello stesso tempo i soldi che pagate non vengono persi ma vengono sommati.

Perciò quando acquistate un pianoforte chiedete subito se è possibile fare un contratto di leasing.
Una volta accertati che si può fare tale contratto, bisogna scegliere la marca, i più gettonati sono:

Stanway&sons, Petroff, Kaway,Yamaha.

Sono tutte marche validissime. Inutile dirvi che se acquistate un pianoforte della prima marca (la più affidabile in assoluto) non vi darà problemi di alcun tipo. Il Petroff è un ottimo piano, ultimamente sta passando un pò di moda dopo l' avvento della Yamaha, ma resta sempre un ottimo pianoforte. Il suono è un pò particolare, cupo, tipico dei Petroff. Kaway: i prezzi non sono molto bassi ma in cambio la qualità del suono è molto buona. Yamaha: grande costruttore di piani digitali e non. I pianoforti della Yamaha godono dell' ottimo rapporto qualità/prezzo, il che li rende unici. Tastiera semplice.
I pianoforti a coda acquistateli solo se avete una camera grande e bella insonorizzata altrimenti lasciate perdere.

N.B. un pianoforte digitale va bene fino all' esame di 5^ anno, dopo, è "obbligatorio" acquistare un pianoforte meccanico. Solo questo riesce a sviluppare a pieno la tencnica.

11 commenti:

ugo ha detto...

Impensabile proporre un pianoforte digitale a chi deve studiare il pianoforte veramente. La differenza fra i due strumenti è abissale.
IL digitale serve, a chi sa già suonare, per divertirsi.Naturalmente, se vivo in un condominio, dovrò acquistare un pianoforte "silent"

Anonimo ha detto...

E' assurdo dare consigli sbagliati sopratutto a chi non ha esperienza.
Se il mio maestro dovesse sentire tali sciocchezze ovvero dover programmare un esame di 5° anno di pianoforte con un pianoforte digitale, mi ucciderebbe...e farebbe bene a farlo.
Sappiamo benisimo che i pianoforti digitali hanno le tastiere pesate, ma è sempre un oggetto elettronico e non meccanico..sopratutto agli inizi è impensabile far studiare un allievo neofita su un pianofrote digitale, mi chiedo quale potrebbe essere il risultato di una tecnica vera e concreta.....
Occorre necessariamente un pianoforte meccanico, proprio per crescere coi tasti, con la meccanica e sopratutto educare e abituare l'orecchio al suono naturale e non a quello elettronico...
Poi per quanto riguarda le questioni del leasing e dei finanziamenti, per quel che mi riguarda sono tutte balle.
Ma quale leasing, ma quale riscatto,cerchiamo di contare fino a cento prima di dire sciocchezze....
Esistono dei buoni pianoforti usati sia verticali che a coda, con pochi soldi si riescono ad acquistare, con meccaniche perfette e tastiere buone...
Mi ripeto, prima di esprimere sciocchezze, imparate a contare fino a 100. 000000000000!!!
e' ingiusto confondere le idee a chi ha voglia di scoprire il mondo della musica...
Esistono tanti negozi di strumenti musicali..
l'unico pensiero espresso ad alta voce è quello di consgliarvi un pianoforte meccanico magari verticale ed usato per avvicinarsi alla musica per poi con l'aliuto di un tecnico o di un maestro poter scegliereil pianofrote giusto.
parola di vecchio pianista...
in bocca al lupo
silvio
roma

michele ha detto...

va bene ultimi commenti del tutto corretti.....nn posso che esprime solidarietà per le vostre considerazioni....ma i soldiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

Francesco Pizzolla ha detto...

Innanzitutto complimenti per il sito è molto ben fatto e con impegno. Tuttavia devo dissentire con quanto letto nell'articolo e parlo in primo luogo da insengnante diplomato al conservatorio in pianoforte e poi come accordatore e restauratore.
Purtroppo per varie ragioni (leggi economiche) si è sempre più portati ad accontentarsi del pianoforte digitale pur di tenersi stretta la lezioncina...è un errore imperdonabile in quanto l'allievo ha il diritto di apprendere lo strumento nelle condizioni migliori e far passare uno strumento per un'altro non è onesto.
Il pianoforte è una cosa, il pianoforte digitale è un'altre sia dal punto di vista meccanico che di risposta.
Chi studia pianoforte deve avere un pianoforte.
Chi non può permetterselo (anche se esiste il noleggio)passi ad altro sturmento.
Per chi volesse approfondire gli aspetti tecnici e storici del pianoforte può visitare www.hertzapoppin.com

Anonimo ha detto...

Il pianoforte digitale e' per chi vuole suonare Peppino di Capri, non BRAHMS.

Anonimo ha detto...

A me date l'impressione di essere un pò classisti, forse mi sbaglio, ma è un dato di fatto l'esistenza di bravi musicisti che hanno studiato su strumenti di bassa qualità, mentre non si contano i possessori si splendidi pianoforti che non sono capaci di mettere una nota dietro l'altra in modo decente.

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo che il piano meccanico sia un altra cosa, ma scrivere "Chi non può permetterselo cambi strumento"... ma stiamo scherzando??? Solo un poveraccio scriverebbe questa frase. I soldi fanno il musicista? In italia forse si, come in tutte le professioni.
Mi finiamola di nasconderci dietro agli strumenti e facciamo armonia (magari anche modale...)

Anonimo ha detto...

l'importanza dello studio è formarsi un gesto,il resto sono dettagli,che per quanto importanti a completare l'aspetto musicale prescindono dalla sostanza...e non sarà lo strumento a darvi la sostanza,mai.

Pasquale Siesto ha detto...

Vorrei rispondere a quello che ha detto 'con il pianoforte digitale ci suoni Peppino Di Capri'.. Vorresti dire che Peppino Di Capri è inferiore? Ascolta le sue opere, leggi la sua storia e poi vedrai quanto ti sbagli. =)

NEGATIVEDELTA ha detto...

Se si parla di studio, questo necessita un pianoforte, se parliamo di passatempo e magari anche passeggero....vai col digitale. Ma deve essere chiaro che sono due cose totalmente
differenti e non da proporre in via alternativa.Le tastiere digitali sono apparati piacevolissimi
e a certi livelli assolutamente affascinanti ma proporle come strumenti di studio della tecnica pianistica è da incompetenti.

Unknown ha detto...

Ho comprato un pianoforte digitale di qualità alta ( yamaha clavinova) da inesperta e mal consigliata dal negoziante. Volevo iniziare a studiare il pianoforte e non sapevo bene su cosa orientarmi. Beh...posso dire che già dopo 1 mese di lezioni di pianoforte, trovo insufficiente il digitale. Quando faccio lezione, la mia insegnante ha ovviamente un piano vero, è noto come mi venga difficile riportare gli stessi esercizi che ho studiato a casa tutta la settimana,la meccanica è diversissima al tatto, ed io ho un clavinova da 4 mila euro a casa eh....uno dei digitali migliori al momento. i tasti sono pesati certo....ma la resistenza di un pianoforte acustico e quella di un pianoforte digitale è evidente, non ti forma la giusta posizione della nano, né impari a dosare il tocco nel modo giusto, per non parlare del suono....già da subito si sente che il digitale è artefatto e non ti fa entrare in empatia con lo strumento. Ho capito queste cose dopo un solo mese di lezioni.....ed okay che mi ci sto particolarmente dedicando perché studio moltissimo ma é pur sempre un mese ahhaha per cui dico che queste cose sono piuttosto evidenti. Chi vuole studiare pianoforte in modo serio necessita di un pianoforte vero. Consiglio a chi deve comprare uno strumento di farsi un esame di coscienza prima di scegliere. Se si vuole imparare il piano per accompagnarsi a delle serate di karaoke o per suonare brani per divertirsi consiglio una tastiera o il digitale, ma chi ha intenzione di studiare seriamente e sopratutto è orientato verso l'impostazione classica...consiglio di comprare un pianoforte acustico....vi accorgereste subito dell'enorme differenza...bastano 2 ore di esercizi al giorno per un mese per rendersi conto che c'è un abisso tra i due strumenti.

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