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giovedì 16 luglio 2009

Studiare a mani separate

Molti studenti si siedono al piano,con lo spartito davanti, provano a leggere a prima vista con tutte e 2 le mani che suonano contemporaneamente, poi a furia di rifare quel passaggio pensano di averlo acquisito.
La procedura che spesso essi usano è questa:
1)Esercizi di riscaldamento Hanon (30 min)
2)Scale e arpeggi (20-30 min)
3)Inizio dello studio del pezzo.

Questa procedura è Inconcepibile!
Se i più grandi pianisti di tutti i tempi affermano che 4 ore al giorno passate sullo strumento sono già addirittura troppe, forse è un pò esagerato dedicare tutto questo tempo per lo "sviluppo della tecnica" (in realtà la tecnica non si sviluppa così).

Bisogna anche provare qualche volta a studiare "a freddo" per esercitarsi agli imprevisti che si possono avere durante i concerti (mani fredde ecc..).
Ma cosa ancora più importante è come studiare compositore per compositore.
Non si può studiare Bach con 1 ora di esercizi meccanici alle spalle, è stress inutile per l'articolazione!
Così come non si può studiare Chopin direttamente a mani unite!(se si vuole provare per divertimento è un conto, ma non è questa la giusta procedura di studio).

L'IMPORTANZA DELLO STUDIO A MANI SEPARATE:
Studiare a mani separate è fondamentale per :sviluppare la tecnica, migliorare la qualità del pezzo, a non commettere errori di lettura, a sviluppare la musicalità, e a controllare la respirazione e il rilassamento .

Inoltre studiare a mani separate evita di creare una mano più debole dell'altra.
In questo modo le mani possono eseguire lo stesso lavoro. Se per esempio la destra compie più lavoro, possiamo fare suonare anche alla sinistra la parte della destra e potrete anche notare questa cosa molto curiosa: Una mano sa fare qualcosa meglio dell'altra. Perciò se vedete che in un certo passaggio una mano riesce meglio, allora l'altra mano potrebbe riuscirci per imitazione!
(per esempio io ho la mano sinistra che fa dei mordenti perfetti che hanno aiutato a svilupparli anche alla destra per eseguire bene le invenzioni di Bach, il primo tempo della patetica di Beethoven ecc..)

Non vi siete ancora convinti che il suonare a mani separate sia migliore del suonare a mani unite?
Perfetto! provate a prendere un valzer di Chopin per esempio l'Op.60 n.2 (quello in Sim) "Valzer dell' addio".
Un buon metodo per suonare Chopin è iniziare a studiare con la sinistra. Dato che questa fa solo una successione di accordi, con una buona conoscenza di armonia si può presto imparare la mano sinistra senza difficoltà. una volta acquisita sicurezza con la sinistra si potrà leggere la parte per la destra anche a prima vista e il pezzo suonerà da solo!
(se non riuscite studiate anche a mani separate con la destra finchè non vi sentirete pronti ad unire le mani).

Studiare a mani separate rafforza la memoria e se non avete compiuto ancora i 20 anni MEMORIZZATE il più che potete perchè i pezzi imparati prima dei 20, non si dimenticano quasi mai!

5 commenti:

Anonimo ha detto...

E' solo attraverso l'eperienza personale,che si riesce a trasmettere il sapere....bravo Christian...contnua cosi'...

Anonimo ha detto...

Ho letto il libro di un neuro-ricercatore John Bruer intitolato "the myth of the first three years" che spiega scientificamente perché sia un mito l'idea che solo da bambini la mente sia malleabile e il cervello assorba informazioni facilmente. In verità i bambini imparano in fretta per una questiona sociale (più tempo, meno filtri, meno inibizioni, meno errori d'apprendimento alle spalle) ma il potenziale è pressochè identico a quello di un 50 enne. Infatti Bruer porta esempi di tantissimi bambini che imparano lentamente, che cambiano nazione e non imparano per niente la nuova lingua proprio perché ci sono degli ostacoli sociali e niente di particolare nel loro cervello che gli permetta di imparare velocemente senza le giuste condizioni sociali. Gia i 18 anni sono un'età arbitraria, cioè non esiste nessuna tappa fisiologica che porti a pensare che tra avere 17 anni o averne 19 anni ci sia anche solo un barlume di differenza, (semmai una tappa fisiologicamente vera è quella dei 12-13 anni) e quindi dubito che i 20 anni (un'età ancora più arbitraria e insignificante) abbiano una qualche valenza psico-fisiologica.
In verità studi cognitivi come quelli del Dr. Robert Epstein, dimostrano che tra un 14 enne e un 35 enne non esiste alcuna differenza cognitiva intrinseca, cioè hanno la stessa mente, quello che cambia è "la mentalità individuale" ma che differienza ogni persona da un'altra indipendentemente dall'età.

dioydea ha detto...

Ne son convinta anch'io. Penso che un bambino, rispetto ad un adulto, sia solo più malleabile ed essendo quindi una tabula rasa gli si possa inculcare con facilità la "scienza" musicale da parte di qualsiasi professore, maestro etc...
Ma di bambini non portati assolutamente alla musica ce n'è comunque. Un adulto ha una chance in più invece, per quanto concerne la Musica: la sua testa, la sua esperienza di vita... Sempre però che le abbia e sappia sfruttarle. Se no perché avrebbe da suonare???? dato che non glielo ha ordinato il medico né la scuola d'obbligo?
:-)

Anonimo ha detto...

Quante cavolate che dici Christian...Perciò una persona studia, studia, studia fino ai vent'anni. Dopo che ne compie appunto 20 il giorno dopo (è entrano nel ventunesimo anno) ha già dei deficit di memorizzazione. Ma ti sembra plausibile? Ma per favore!

Anonimo ha detto...

cristian e' un impostore che ha copiato per intero il libro di c. Chang!! Fondamenti dello studio del pianoforte

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