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venerdì 31 luglio 2009

Recensioni libri: Bertini



BERTINI:Cinquanta studi per panoforte

Uilità: 3/5




Difficoltà: progressiva





voto: 4/5





Questi pezzi raccolti in quest' opera sono studi derivanti dalle opere 29, 32, 100 e 134 dell'autore.
Appena si apre il libro e si vede il primo esercizio si viene tratti un pò in inganno e si pensa: "ecco il solito libro con esercizi stile Czerny, 4/4 in Domaggiore con scale della destra e accordi della sinistra". Invece vi sbagliate, questo libro è fatto molto bene, il primo esercizio è così ma gli altri sono totalmente diversi.

L'esercizio n.2 infatti è basato sulle terzine, il 3 sulle note ribattute (lo stesso identico studio è presente anche nell' Antologia pianistica).
Tutti questi studi meritano considerazione perchè non sono esercizi "a caso" ma sono esercizi ben mirati. Alcuni sono davvero molto belli il che ne facilitano lo studio.

Ecco gi esercizi che prediligo: 7, 10, 17, 18, 27, 35, 38, 40.
Gli studi che richiedono maggior impegno e studio sono quelli che vanno dal 40 al 50. Sono studi davvero difficili degni anche di essere chiamati pezzi.

L'autore in questo libro ha cercato di raccogliere i migliori studi, e ci è riuscito!

P.S. Lo studio 50 è un "suicidio" non affrontatelo se non vi sentite pronti. Però c'è da dire che se riuscite ad eseguirlo vuol dire che avete raggiunto una certa maturità , e che siete pronti ad affrotare spartiti di livello superiore!

Tutorial : 10 esercizi per sviluppare l' articolazione (n.1)

=== Esercizio n.1 ===




Eccoci addentrati in questa serie di esercizi, partiamo subito col numero 1.






Per scaricare lo spartito completo clicca Quì

*** Tutto quello che c'è da sapere sullo spartito ***



Impostazione della mano: Mano destra: Do4,Re4,Mi4,Fa4,Sol4 (il numero dopo le note è il numero dell'ottava, per es. Do4 corrisponde al Do centrale). Mano sinistra: Do3,Re3,Mi3,Fa3,Sol3.




Chiave di sol: La mano destra legge in chive di sol, ovvero nelle righe abbiamo (in ordine dal basso verso l'alto) : mi, sol, si, re, fa. E negli spazi abbiamo: fa, la, do, mi.



Chiave di fa: La mano sinistra legge in chiave di fa (basso). Nelle righe abbiamo (sempre dal basso verso l'alto) sol, si, re fa, la e negli spazi la, do, mi, sol.



C: La "C" che vedete dopo la chiave è l'indicazione del tempo. Questa "C" è un modo come un'altro per scrivere 4/4, in pratica è la stessa cosa. Ciò vuol dire che ogni battuta è composta da note/pause che sommate danno 4/4 (oppure da una nota sola di valore 4/4, come una pausa da 4/4).Infatti, se prendiamo in esame la prima battuta vediamo che il Do da 2/4 più il Re da 2/4 danno l'intero, ovvero 4/4.



Semibreve: La semibreve è una nota dal valore di 4/4, la troviamo per esempio nella prima battuta della la mano sinistra ed è raffigurata come un ellisse.



Minima: La minima è una nota dal valore di 2/4, la troviamo per esempio nelle prima battuta della mano destra ed è raffigurata come un ellisse con la gambetta.



Semiminima: La semiminima è una nota dal valore di 1/4, la troviamo per esempio nella battuta n.9 la seconda nota. E' raffigurata come un elisse ripieno ed una gambetta.



Punto di valore: Il punto di valore viene messo dopo una nota (talvolta anche dopo una pausa), e serve a prolungare il valore della nota di metà. (per es: se abbiamo una semibreve col punto 4/4+2/4 (metà di 4/4) = 6/4, la semibreve col punto vale 6/4).



Mimina seguita da un punto: La minima vale 2/4. Così se è seguita dal punto: 2/4 + 1/4 = 3/4. Infatti nella battuta 9, la minima col punto è seguita da una seminima, l'unico valore esaminato finora capace di chiudere la battuta (3/4 + 1/4 = 4/4)



Doppia stanghetta: La doppia stanghetta si mette alla fine di un brano, e serve ad indicare che il brano è concluso.



*** Domande frequenti ***


Perchè ci sono delle note sotto il pentagramma?


- Queste note sono note più gravi rispetto al mi (primo rigo) e quindi si trovano in una posizione inferiore. Siccome il pentagramma è composto da soli 5 righe, le altre righe virtuali ce le immaginiamo noi, così il D0 della prima battuta sarà il Do sul "rigo zero". Invece di disegnare tutto il rigo virtuale, si disegna solo il trattino inmezzo alla nota, per far capire che è una nota nel rigo. Perciò trovare la nota diventa più facile. Perchè se fra mi,sol,si,re,fa le note spaziano di 2 (anche fra Fa,la,do,mi) così funziona anche per i Tagli addizionali. La prima riga sotto il mi, scendendo di 2 quindi è il do. Ecco trovato il nome della nota.



*** Studiare l' esercizio ***


Battute 1-4: in queste battute la sinistra accompagna la destra tenendo il basso (Do) suonando col 5 (mignolo)mentre la destra suona la piccola scala (do,re,mi,fa,sol,fa,mi,re).



Battute 5-8: queste battute sono l' inverso delle precedenti. La sinistra suona e la destra accompagna.



Battute 9-12: la destra suona lo stesso tema (do,re,mi,fa,sol,fa,mi,re) con un ritmo diverso, prima erano 2/4 + 2/4, ora sono 3/4 + 1/4.



Battute 13-16: queste battute sono l' inverso delle precedenti. La sinistra suona e la destra accompagna.



Battute 17-27: la destra suona prima 2 note dal valore 3/4 + 1/4, poi suona 2 nota da 2/4. Attenzione a non confondere il ritmo! la sinistra invece accompagna con la prima nota della battuta della destra. Per es, nella battuta 17, la prima nota della destra è un Do, la sinistra suona un Do, e così via.



Battute 28-31: queste sono le battute conclusive, la destra suona minime e la sinistra conclude le ultime 3 battute con un arpeggio discendente di 3 note dal valore di 4/4.


*** Precisazioni ***



-Un esercizio di questo genere va preparato in massimo 2 giorni.



-Il primo giorno va eseguito a Mani separate e al secondo a mani unite.



- L'esercizio va portato a velocità metronomica 100. Iniziate da 60 e man mano aumentate velocità.



- Le note vanno tenute premute fin quando non eseguiamo la nota successiva.


- E' buona cosa contare ad alta voce all'inizio (mentre si suona). Se il tempo è 4/4 allora si conta fino a 4. (se è 3/4 fino a 3 ecc..). come si conta? -Si conta lentamente e scandendo. Non si conta dunque : uno, due, tre quattro, ma u-no, du-e, tre-e, quat-tro. Dove ogni scansione sta ad 1/8. Per esempio: Nella prima battuta, mano destra: Do di 2/4 e Re di 2/4, appena si suona il Do si parte a contare: u-no, du-e , si cambia nota (perchè il valore 2/4 è finito) si suona il Re e contemporaneamente si conta tre-e, quat-tro.

giovedì 30 luglio 2009

Tutorial : 10 esercizi per sviluppare l' articolazione

*** Presentazione ***


Ho deciso di fare questo breve tutorial per principianti in modo tale che tutti possano affrontare una svariata gamma di spartiti.



Questo tutorial è composto da 10 esercizi a difficoltà progressiva basato su 5 note (do,re,mi,fa,sol /re,mi,fa,sol,la / la,si,do,re,mi), ogni esercizio non ha un estensione di note superiore a 5, in modo tale che la mano rimane in quella posizione e ci si può concentrare più su altri aspetti piuttosto che sulla posizione della mano.



Ogni esercizio contiene:


-Anteprima dell'esercizio e poter scaricare liberamente l' esecizio.


- "Tutto quello che c'è da sapere sullo spartito", una sezione dove viene scritto preventivamente tutto ciò che si incontrerà nell spartito.


- "Domande frequenti" , cose non chiare che spesso gli allievi chiedono.


- "Studiare l'esercizio", guida allo studio dell'esercizio.


-"precisazioni" a fondo pagina ci sono scritte alcune precisazioni e chiarimenti, meglio specificare tutto e non dare niente per scontato!





Non mi divulgo oltre... buon lavoro!


P.s. essendo 10 lezioni il tutorial sarà sviluppato su 10 giorni, il primo esercizio verrà pubblicato il 06/08/09!

Come si usano i pedali?

L' articolo si è trasferito Quì

mercoledì 29 luglio 2009

Spartiti per pianoforte: I migliori!

Capita spesso di volere variare genere quando si suona. A volta è divertente suonare Allevi, oppure è davvero bello suonare una musica che vi piace e che vi colpisca così tanto che vi commuovete mentre la suonate. E' una sensazione da provare.
Oppure quante volte capita di andare su Youtube e sentire alcuni che suonano delle musiche bellissime e pensate: " Oh se solo lo avessi anche io quello spartito..."
Bene, io ho in una cartelletta degli spartiti preferiti, uno più bello dell'altro tratti da vari generi (per la maggior parte sono composizioni scritte da autori giapponesi) e ora vi riporto gli spartiti.

*** I MIGLIORI SPARTITI PER PIANOFORTE ***


Tidus and Yuna's Theme (difficoltà 5/10) (bellezza 8/10)

Alone (difficoltà 5.5/10) (bellezza 9/10)

Illusions (difficoltà 4/10) (bellezza 7/10)

SadaMe (difficoltà 6/10) (bellezza 8/10)

la Valse d'Amelie (difficoltà 7/10) (bellezza 9/10)

Comptne d'un autre ètè:l'après (difficoltà 5/10) (bellezza 8/10)

River Flows In You (difficoltà 5.5/10) (bellezza 10/10)

Love Theme from ROMEO and JULIET (difficoltà 6/10) (bellezza 9/10)

Back to life (difficoltà 6/10) (bellezza 7/10)

Allevi:il bacio,follow you,panic (difficoltà 7/10) (bellezza 8/10)

Primavera (difficoltà 4/10) (bellezza 6.5/10)

Le onde (difficoltà 7/10) (bellezza 9/10)





Divertitevi a suonare queste meraviglie di spartiti...!

Esercizi quotidiani al pianoforte



Quì si entra in un argomento un pò delicato...

Per migliorare, cosa devo fare?

-La rispota varia in base alla vostra preparazione. Quindi supponendo di avere 3 livelli (principiante, intermedio, esperto) avremmo altrettante risposte:

1) se si è principiante ogni tipo di esercizio è buono per sviluppare la tecnica, anche l' Hanon. Lo scopo del principiante è quello di cercare di dare, il prima possibile, l'indipendenza delle mani e delle dita, e per farlo, la cosa migliore è suonare Bach ( 19 pezzi facili
).

2) se si è ad un livello intermedio, non è più necessario suonare di tutto, ma bisognerebbe iniziare a sviluppare solo ciò che ci interessa. Siamo negati sui salti? allora ci eserciteremo sui salti. Non ci vengono bene gli arpeggi? allora ci esercitiamo sugli arpeggi. Inoltre la tecnica si acquisisce imparando nuovi pezzi, quindi quotidianamente, andate un pò avanti al pezzo che state studiando.

3) al livello di esperto, gli esercizi quotidiani sono solo una formalità, o meglio sono esercizi di mantenimento. Quindi notate come più si va avanti con gli studi, e più la cosa si fa interessante, pochi esercizi, ma molta pratica concreta!

Il principiante vorrebbe avere tutto e subito. Ma non sa che all'inizio deve patire le pene dell'inferno. Ecco perchè l' 80% degli studenti molla alll' inizio ( il 5% molla per la strada e il 5% molla perchè nn riesce ad introdursi nel "giro"). Resta un 10% cioè quello dato dalla "selezione naturale" : i migliori, i più caparbi, i più talentuosi, e quelli che ci hanno sempre creduto. Volere è potere.

Invece è importante che il principiante capisca che all' inizio incontrerà delle diffioltà, e che è importante che sia il più diligente possibile, per arrivare al più presto ai risultati.

Quanti esercizi devo fare al giorno?

1) per i principianti, anche farne un paio, una volta al giorno è sufficiente.

2) per gli studenti intermedi, mezz' ora di esercizi quotidiani è già un buon risultato.

3) per gli esperti, 10 minuti di esercizi, giusto per riscaldare le mani.

P.S: suonate suonate e suonate. Non date troppa importanza agli esercizi; solo suonando si impara a suonare no?

martedì 28 luglio 2009

Recensioni libri: Bach

BACH: 19 pezzi facili per pianoforte


Utilità: 4/5





Difficoltà: 2/5




Voto: 4/5
In realtà questi pezzi presenti un questa raccolta non sono di Jhoan Sebastian Bach, ma di Anna Magdalena Bach, la seconda moglie del compositore.
Lo stile è sempre quello barocco usato da Sebastian, e alcuni pezzi si somigliano parecchio.
La raccolta contiene minuetti, polacche,e marcie.
- Come vanno suonati questi pezzi?
Anche se non è segnalato, gli ottavi e i quarti che non si trovano sotto a una legatura di frase, sono da sottointendere col suono portato.
- Cos'è il suono portato?
Esistono fondalmentalmente 3 tipi di suoni: il suono legato, il suono staccato e il suono portato.
Nell'eseguire una nota "legata" bisogna tenere giù il tasto fino a quando non si esaurisce il valore della nota (se una nota dura 1/4, noi teniamo premuto il tasto per 1/4).
Quando si esegue un suono "staccato" bisogna dimezzare il valore della nota (se la nota è di 1/4, noi teniamo il tasto premuto per solo 1/8 e l'altro 1/8 è di pausa).
Invece, quando si suona una nota portata il valore della nota rimane per i 3/4 del suo valore (anzichè per i 2/4 come nello staccato).
Questo era lo stile di suonare Bach e questo lo è tuttora. Molti purtroppo ignorano questo dato di fatto ma eseguire Bach tutto legato è una vera follia!
Immaginatevi a suonare il pezzo n.4 di questa raccolta con la sinistra tutta legata, e noterete che c'è qualcosa che non va. Bach quando componeva, non pensava allo strumento di per se ma aveva un' altra visione. Perciò quando suonate questi pezzi col pianoforte, immaginatevi di suonare con la sinistra come se avete un contrabbasso e con la destra un flauto e noterete come si possono davvero ricercare i suoni infiniti che può creare il pianoforte. Se vi viene difficile provate a suonare pensando di avere sotto mano un organo.
N.B. suonare pensando agli altri strumenti, più che un dato oggettivo è un dato soggttivo. Il vostro modo di suonare, si cambierà, ma davvero di pochissimo! è più un fattore psicologico. Voi suonerete pensando ad un ensamble ma il pubblico sentrà un semplice pianoforte.
P.S Se avete la possibilità di suonare Bach su un organo, non c' è di meglio, esercitatevi sull'organo, ne rimarrete sbalorditi!

domenica 26 luglio 2009

Comporre musica



Molti pianisti eseguono solamente e non scrivono mai musica. Perchè?


Spesso non hanno tempo. Oppure accade che questi pensano che sia tempo inutile scrivere perchè i loro pezzi rimarranno chiusi in un loro cassetto. Beh questo dipende dalla qualità di ciò che hanno scritto e da quanto tenacia mettono per propagare quello che hanno scritto. Allevi ci è riuscito! era convinto che lui aveva qualcosa di importante e innovativo da raccontare al mondo, allora ha scritto e ce l'ha messa tutta per propgare la sua musica.Fino a poco fa Allevi era "uno di noi" adesso guardate chi è diventato!?

Perciò se avete la vena artistica, scrivete!
Ora, per fare buona musica c'è bisogno di una buona conoscenza dell' armonia .

Grazie a questa si può scrivere una musica che contenga una varietà di armonie, accordi, melodie ecc..e pensare che Lucio Battisti è diventato famoso con "la canzone del sole" che sontiene solo 3 accordi!! (La, Mi, Re).

Per un pezzo di musica leggera 3 accordi possono anche bastare. Ma per un compositore di musica classica è intollerabile!


Brevi nozioni per comporre

Innanzi tutti quando iniziate a comporre vi dovete stabilire 2 cose essenziali: La tonalità (e quindi l'armatura in chiave. Se scegliamo Do maggiore, all'inizio del pentagramma non dovremo mettere nessun Diesis o Bemolle)il tempo (3\4, 4\4 ecc..) e il tempo metronomico (una croma = 140).


Una volta stabilite queste dobbiamo decidere un tema; O proviamo a canticchiarne uno nella mente e poi proviamo a trasportarlo su carta, oppure ne cerchiamo uno forzatamente sul pianoforte (è scontato dire che i "temi" forzati sono solitamente meno efficaci di quelli naturali).


Una volta trovato il tema, vediamo quante battute ci occupa. Se risulta troppo corto, un buon trucco è quello di ripeterlo 2 volte cambiando qualche nota finale alla seconda ripetizione.

Il tema solitamente si può sistemare in questo modo:nasce sulla tonica (primo grado, in questo caso se siamo in Do maggiore, la tonica è il Do) , si sviluppa sulla Sottodominante (quarto grado, nella tonalità di Do maggiore la sottodominante è il Fa) accumula tensione sulla Dominante (quinto grado, Sol), e poi si risolve sulla Tonica.

Con questo metodo senz'altro si sviluppa un tema molto orecchiabile. Ma forse un pò troppo semplice. Si potrebbe provare, smanettando sugli accordi, le combinazioni più complicate ( per esempio : Do, Sol, Mim, Rem, Lam, Sib, Fa, Mim, La). Quì potrete costruirvi un bel tema. Oppue provate con questo tipo di armonia che da sempre moltissime idee: Rem, Sib, Solm, Do7, Fa, Sib, Midim, La7.


Sviluppate e camuffate il vostro tema all'interno del pezzo, create delle variazioni , trasportatelo in altre tonalità per esempio da Lam passate a Do#m.


Il finale è sempre la parte più delicata. Ci sono moltissimi tipi di finale, scegliete quello che più vi piace. Esiste il finale col Diminuendo, il finale col crescendo , il finale su dominante tonica, il finale sulla 4^ diminuita, il finale che finisce all'improvviso, il finale che non finisce ecc ecc...


Scrivete, scrivete, scrivete.


Shumann disse :"Meglio scrivere musica che improvvisare".

Recensioni libri: Pozzoli

L'articolo si è spostato quì

sabato 25 luglio 2009

Eseguire in pubblico



Perchè è così importante per un pianista esegure in pubblico?
-Perchè così potete mostrare quanto valete, potete mostrare quanto avete studiato su quel pezzo e di come ne avete rinnovato l'interpretazione, potete mettervi a confronto voi stessi con gli altri, e potrete, esecuzione dopo esecuzione migliorarvi.

Solo eseguendo in pubblico si migliora. Ci sono molti pianisti, che suonano da 10-15 anni, sono fenomenali, ma quando suonano in pubblico si bloccano! questo è davvero un peccato perchè non possono dimostrare agli altri il frutto della loro dedizione alla musica.

Se voi siete di questa cerchia (mi auguro di no) vi consiglio di seguire questi punti (sono adatti anche per chi si emoziona a suonare in publbico e non è ancora un pianista):

1) Eseguire con 100 persone estranee che vi guardano o con 2 è la stessa cosa. Perciò magari per allenarvi, potete chiamare i vostri vicini a sentirvi suonare.

2) Autostima è la parola chiave. Credete in voi... Chopin disse: "convincetevi di suonare bene e suonerete bene."

3) Il pubblico non è li per aggredirvi. Il pubblico è venuto al vostro saggio/concerto per sentire della sana musca classica, e vuole scoprire come suona questo nuovo interprete (tu). Non vi agitate! anche loro sono umani quanto voi, e ve ne accorgerete subito dopo che avete fatto il primo errore e nessuno dirà niente (a me succede sempre così. Sono sempre tesissimo all'inizio, poi commetto il primo errore, noto che il pubblico non se ne è accorto, oppure se ne è accorto ma ascolta in silenzio, e mi convinco che sono venuti li per ascoltare me! quindi facciamogli vedere di che pasta son fatto! da li in poi l'esecuzione diventa quasi uno studio a casa dove la gente attorno a me non esite, ma esistiamo solo io e il mio pianoforte).

4) Il nervosismo matematiamente col passare del tempo cala. Già sapere questo importante aspetto può essere un aiuto. Essere consapevoli che il nervosismo cesserà può essere di grande aiuto.

5) Tenetevi occupati prima del saggio/concerto. Non continuate a pensare "ora tocca a me ora tocca me, manca solo Mozart e poi tocca a me!" ERRATO! piuttosto, perchè non cercate di godervi le esecuzioni degli altri e perchè no rassicurandovi anche sui loro errori?

6) Prima o poi verra la vostra peggiore esecuzione. Prima o poi verrà, non preoccupatevi, anzi è un guaio se non arriva perchè vorrà dire che capiterà in futuro magari quando avremo più popolarità!

7) E' tutta una questione mentale. Ognuno sfoga il nervosismo alla propria maniera. Per esempio c'è una pianista famosa che per sfogare la tensione preconcerto, si ritira una settimana prima in una casa di campagna a dare da mangiare ai lupi!
Osservate le esecuzioni degli orientali: Si siedono al piano, non partono subito a suonare ma bensì si sistemano e intanto si dicono frasi nella loro mente, e poi in tutta tanquillità partono. E' incredibile questo loro modo di concentrarsi...

8) Non preoccupatevi dell'errore. E' impossibile suonare senza sbagliare. Rassegnatevi a questo. Prefissatevi una soglia di 3-4 errori per pezzo. Poi pian piano con l'allenamento cercate di portare questo numero intorno al 2. 2 è più che accettabile. Ricordate che molti vostri errori il pubblico non li considera o non se ne accorge. Non hanno mica studiato il pezzo a menadito come avete fatto voi! perciò niente ansia. Se fate un errore cercate di non fare smorfie strane o cose del genere, continuate come se niente fosse mai accaduto.

Per i più fortunati che si sentono a proprio agio nei concerti, vorrei chiedere come fanno e che trucchi adottano ;)
Mi raccomando, quando suonate, niente paura! infondo state solo facendo qualcosa che vi piace no?

venerdì 24 luglio 2009

Il Clavinova

Quasi tutti noi abbiamo iniziato a studiare il pianoforte con una tastiera. All'inizio può anche andare bene ma poi ci accorgiamo che abbamo la necessità di un pianoforte.

Oggi giorno di pianoforti in giro se ne trovano tantissimi di tutti i modelli e di tutti i tipi.
Solo che per prendere un buon pianoforte solitamente la cifra si aggira sui 4000-5000 euro e non tutti hanno questa posibilità.

Allora come proseguire gli studi? Le soluzioni fondamentalmente sono 2:

1) Comprare un pianoforte a muro usato.

2) Comprare un Clavinova.



Se decidete di usare la prima è a vostro rischio e pericolo. O conoscete bene il venditore, e sapete come ha trattato il pianoforte, da quanto tempo lo possiede ecc.. oppure è meglio lasciar perdere perchè talvolta i difetti di un pianoforte li si notano solo col tempo.

La seconda opzione, quella che ho scelto io, mi sembra molto più valida. Il Clavinova.




Per chi non lo sapesse, il clavinova è un pianoforte digitale (va a corrente) della Yamaha.

E' il migliore dei pianoforti digitali. Infatti il mio primo acquisto è stato questo pianoforte al prezzo di 1800 euro (non è poco ma nemmeno tanto per quello che vale!). Ora elencherò una serie di vantaggi e svantaggi del pino digitale rispetto ad uno meccanico:

Vantaggi: costa di meno, possiede una grande qualità del suono (registrato da un grancoda), offre la possibilità di cambiare suoni (quindi provare a sperimentare, a sovrapporre suoni e a suonare i pianoconcerti!), ci sono molte basi per accompagnamento, dotato di metronomo interno (che ha anche la opzione dei tempi ternari), è facilmente smontabile,è possibile regolare l'intensità del suono (spesso se non si vive in una casa indipendente oppure se non si ha avuto modo di isolare la camera del pianoforte, abbassare semplicemente il volume è la soluzione migliore), possiede 3 pedali, non ha bisogno dell'accordatura ogni 3 mesi come un pianoforte meccanico.

Difetti: è delicato (nel senso che il clavinova non è adatto per essere smontato e portato in giro a fare concerti i sobbalzi in strada spesso finiscono per rovinarlo), qundo si suonano gli autori più virtuosi che usano molto le ottave, spesso capita che si va a toccare con qualche mignolo per sbaglio su dei pulsanti (per esempio quello dei suoni, così la nostra sonata per pianoforte diventa una serenata per sax! ihih) , coloro che hanno l'orecchio più sensibile e raffinato potranno notare "l'errore" presente dal passaggio dai bassi al registro medio-alto, in particolare il passaggio dal Sol3 al La3 (magari così non si sente ma se provate a suonare la scala di do,con estensione di un'ottava sulla 3^ ottava,noterete come il timbro del do,re,mi,fa,sol sono completamente diversi dal la,si,do ecc.. , impossibilità di fare i "glissando" (infatti se provate, oltre che a non riuscirci, vi farete anche male).

Per riassumere, il Clavinova non è il pianoforte perfetto, come avete visto, però è perfetto invece per iniziare lo studio del pianoforte. Se tornassi indietro lo rifarei. Inoltre i tasti del Clavinova sono pesati come un normale pianoforte, forse la meccanica è un pò più leggera, ma sono sottigliezze.

Voto... 3/5!

giovedì 23 luglio 2009

Recensioni libri: Czernyana

CZERNYANA: raccolta di studi


Utilità: 3/5





Difficoltà: progressiva





Voto: 2/5




Czernyana sono 10 fascicoli a difficoltà graduta. Io mi sono fermato solo al secono fascicolo perchè ritenevo inutile andare avanti a comprare questi libri.
Il secondo fascicolo contiene 48 esercizi, e in questi 48 la mano sinistra anzichè interagire sta li ad accompagnare (come accade spesso in tutti gli esercizi, e poi ci lamentiamo se abbiamo la sinistra più debole!). La sinistra fa solo 3 cose: accordi, piccoli arpeggi, e suona il basso albertino.

Così la mano sinistra non si svilupperà mai! perchè anche la mano di un principiante è capace, senza troppe difficoltà, di eseguire la parte per la sinistra scrtta nel libro. Se invece gli chiediamo di suonare la parte per la destra allora troverà difficoltà. Da quì si può notare che c'è qualcosa che non va. Come mai questa disparità tra le mani? sinceramente non lo capisco e mai lo capirò.

Tuttavia questi volumi sono utili perchè esercizi di questo tipo ve ne ritroverete a migliaia nella vita. Ultimo consiglio: date più lavoro alla sinistra. Solo in questo modo la sinistra potrà raggiungere la destra.

mercoledì 22 luglio 2009

Recensioni libri: Antologia pianistica

ANTOLOGIA PIANISTICA: ad uso delle scuole secondarie e dell'insegnamento privato (vol. I)

Utlità: 3/5



Difficoltà: progressiva




Voto: 2/5



Il libro è una raccolta di studi,esercizi e pezzi presi da altri libri. L'utore ha voluto raccogliere i "migliori" studi dai migliori libri quali : Bayer, Czerny, Czerny-Bertini ecc...
Il libro è diviso in 3 sezioni a difficoltà progressiva, e ogni sezione contiene: Esercizi tecnici,studi e pezzi.
Gli esercizi sono validi ma capita spesso di averli già studiati su altri libri. Aluni pezzi,come quelli di Longo, sono davvero belli, il che invoglia lo studente ad affrontare lo studio del pezzo con serietà.
Tuttavia penso che il trattato sia un pò confusionale perchè ha voluto riassumere quello che non si può riassumere. Penso che un libro di pianoforte, per essere un buon libro, deve dedicarsi o a soli studi,o a soli brani.
L'antologia pianistica è buona per lo studio del pianoforte ai ragazzini , che, dopo essersi annoiati sugli esercizi, voltano pagina e suonano i brani!

martedì 21 luglio 2009

Recensioni libri: Cesi - Marciano


CESI - MARCIANO: antologia pianistica per la gioventù (fasc. I )


Utilità: 4/5




Difficoltà: 1/5




Voto: 4/5




Questo libro introduce lo studente allo studio dei pezzi veri e propri per pianoforte.

Sono 27 brani il che consente una ampia scelta dei pezzi, e i compositori variano da Mozart a Beethoven, da Diabelli a Clementi, da Kuhlau a Shumman e tanti altri.

I pezzi contengono cio che serve per la formazione del pianista: suono legato, staccato, portato, i segni di dinamica, gli attacchi, gruppi sovrabbondanti (terzine),sviluppo della bellezza del suono, sviluppo della lettura a prima vista e opportunità di memorizzare i pezzi (siccome sono corti).


Consiglio vivamente di proseguire con gli altri volumi!

lunedì 20 luglio 2009

Recensioni libri: Beyer

BEYER: Scuola preparatoria del pianoforte.

Utilità : 5/5

Difficoltà : progressiva

Voto : 5/5

Questo libro è Indispensabile per chi inizia, e contiene un sacco di materiale interessante.
Fino a pagina 6 tratta brevemente l'altezza delle note, i loro valori, legature, punti ecc... (insomma tutto quello che serve per affrontare il libro).
Da pagina 7 inizia il primo esercizio per la mano destra. La cosa fondamentae è che quando si comincia un esercizio diverso, Beyer all'inizio dell'esercizio mette la posizione della mano e una breve didascalia su come affrontare questi esercizi.

Da pagina 10 iniziano gli esercizi a 3 mani e in seguito anche quelli a 4 mani (i più belli e gettonati sono il 32,41,42,43,44).
Più avanti iniziano esercizi sulle tonaltà principali che contengono poche alterazioni.
Col proseguire del numero degli esercizi, questi diventano più difficili ma sempre più belli! (io adoro il 91 e i 93 in Lam).
Finito l'ultimo esercizio il Beyer propone degli esercizi giornalieri (alcuni simili all' Hanon).
Dopo questa sezione mette tutte le scale maggiori e scale minori con l'estensione di 1 ottava (8 note).
Al'inizio lo studio delle scale potrà essere abbastanza laborioso e confusionario, ma con il continuo studio, diventerà più che un dovere un piacere.

Per concludere, chi inizia lo studio di questo strumento, deve obbligatoriamente utilizzare il Beyer

sabato 18 luglio 2009

Hanon: utile o perdita di tempo??

Spiegherò prima per chi non lo conosce, cos'è l'Hanon.
L'Hanon è un libro (esistono diverse edizioni) che promuove 60 esercizi. Il titolo dell'Hanon è: Il pianista virtuoso. Difatti assicura che con quegli esercizi proposti in quel libro, lo studente riesca a diventare un pianista virtuoso.

Esistono 2 scuole di pensiero: quella a favore di questi esercizi, e quella contro (io sono per la seconda). In effetti non trovo alcuna utilità a far fare alle 2 mani le stesse cose, a questo punto è molto più didattico ed efficace studiare le invenzioni di Bah (nate a scopo puramente didattico). Cercherò di spiegare ora i pro e i contro di questo metodo:

Pro: -All'inizio del libro ci sono delle varianti, applicabili a tutti gli esercizio del libro. Sono varianti ritmiche molto valide, utili e spesso queste configurazioni le siritrovano in molte composizioni.
-Possono essere usati come esercizi di "riscaldamento".
-Listz, il più grande virtuoso del pianforte, era Pro.

Contro: -Se si suona una volta tutto il libro non si dventa virtuosi. Se non lo si diventa dopo la prima volta che si è finito il libro, perchè lo si dovrebbe diventare alla 5^? perchè forse si acquisisce più tecnica a furia di suonare? ecco questo concetto è tanto intuitivo quanto sbagliato! il pianoforte non è come la palestra. Non bisogna fare le serie di Hanon per migliorare, anzi, rischiate di affaticare e a volte di creare infortuni alle articolazioni.
-A me personalmente non funzionano come esercizi di riscaldamento. Per riscaldarmi preferisco suonare Bach o Czerny a mani separate.
-Anzichè usare il tempo per fare gli esercizi Hanon è meglio usare quel tempo per fare esercizi di scale e arpeggi (è molto più facile ritrovare nei pezzi scale e arpeggi che i temi presenti nell'Hanon. Per esempio i piano concerti sono pieni di scale e arpeggi).
-In musica come nella vita il tempo è denaro. Perchè fare una seduta di studio da 2 ore e mezza con tanto materiale inutile, quando è possibile, eliminando lavoro inutile in più, fare tutto ciò in 1 ora?

Il tempo è denaro !

Studiare le sezioni difficili

In ogni pezzo, quasi sempre troviamo una sezione che ci crea problemi. Forse perchè vediamo troppe note ammucchiate, salti mostruosi, e così ci impressioniamo e saltiamo quel passaggio. Peccato! sarebbe stato bello potere suonare tutto il pezzo dall'inizio alla fine, e perchè no, eseguirlo in pubblico.

L'unico modo è affrontare quella sezione. Quanto dura? una battuta? due tre? Allora dove'è il problema? e noi per 3 battute dovremo rinunciare a tutto il pezzo? è inammissibile.
Si prendano quindi da parte quelle 3 battute (non suonate il pezzo dall'inizio e poi quando arrivate a quelle battute le analizzate, ma andate direttamente a quelle battute, non c'è tempo da perdere!).
Il vostro obbiettivo per oggi sarà l'integrare quelle 3 battute al pezzo, poi la notte dormite e il miglioramento post-studio farà il suo corso, l'indomani lo riprovate ancora quel passaggio e il giorno dopo ancora sarà vostro!

Scomporre le battute: talvolta una battuta diventa troppo grande da studiare. Allora dividete la battuta in tante altre "battute virtuali", quante ne volete, e studiate singolarmente ogni battuta virtuale. Una volta studiate le battute virtuali, collegatele fino ad ottenere la battuta reale. Ecco una battuta è andata, ora procedete allo stesso modo con le altre ed il gioco è fatto!
semplice no?

venerdì 17 luglio 2009

Memorizzare: l'importanza

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Crearsi uno stile

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Incominciare a studiare pianoforte

Innanzi tutto per incominciare a suonare è necessario acquistare dei libri di testo. Io vi consiglio il classico e semplice Bayer. (Se non volete comprare libri contattatemi pure e vi invierò tramite posta elettronica degli esercizi di piano in formato pdf gratuitamente che più si adattano al vostro livello).

Parallelamente al Beyer acquistate il Berben ottimo per lo sviluppo della lettura e del tempo (tramite esercizi di lettura in chiave di sol e di fa e esercizi di solfeggio).
Ok, ora avete il materiale su cui lavorare... Nelle prime pagine del bayer ci sono delle nozioni generali che bisogna obbligatoriamente sapere come il valore delle note(durata),la posizione delle note sulla tastiera, le alterazioni ecc..
Dopodichè si può iniziare col primo e col secondo esercizio (il primo relativo alla mano destra e il secondo relativo alla mano sinistra).

Parallelamente continuate con gli esercizi di lettura del Berben e ricordate che questi esercizi sono utilissimi! Io o sviluppato una buona lettura a prima vista grazie a questi esercizi!(mi esercitavo talmente tanto che mi lacrimavano gli occhi!all'inizio è così poi ci fate l'abitudine).

Il terzo esercizio SALTATELO. Lo riprenderete poi più avanti quando avrete acquisito più domestichezza. Dal quarto esercizio in poi iniziano gli esercizi a 4 mani. Cosa sono?
Sono 4 mani che suonano sullo stesso pianoforte. Il maestro sulla prima metà del piano (sinistra), e l'allievo sulla seconda metà (destra). L'allievo e il maestro suoneranno contemporaneamente ma l'esecuzione dell'allievo dovrà avere maggiore rilievo (la parte del basso del maestro serve solo da accompagnamento). Se non avete a disposizione un maestro ma avete qualche vostro amico che suona il piano, chiedetegli di suonare a 4 mani, è davvero divertente!

Seguendo il libro di piano e il libro di teoria, si dovrebbe riuscire a proseguire autonomamente.

Un altro dei libri che non posso fare a meno di consigliarti è "Il mio primo pianoforte" il quale insegna tutto ciò che c'è da sapere per quanto riguarda i primi anni di pianoforte.

giovedì 16 luglio 2009

Studiare a mani separate

Molti studenti si siedono al piano,con lo spartito davanti, provano a leggere a prima vista con tutte e 2 le mani che suonano contemporaneamente, poi a furia di rifare quel passaggio pensano di averlo acquisito.
La procedura che spesso essi usano è questa:
1)Esercizi di riscaldamento Hanon (30 min)
2)Scale e arpeggi (20-30 min)
3)Inizio dello studio del pezzo.

Questa procedura è Inconcepibile!
Se i più grandi pianisti di tutti i tempi affermano che 4 ore al giorno passate sullo strumento sono già addirittura troppe, forse è un pò esagerato dedicare tutto questo tempo per lo "sviluppo della tecnica" (in realtà la tecnica non si sviluppa così).

Bisogna anche provare qualche volta a studiare "a freddo" per esercitarsi agli imprevisti che si possono avere durante i concerti (mani fredde ecc..).
Ma cosa ancora più importante è come studiare compositore per compositore.
Non si può studiare Bach con 1 ora di esercizi meccanici alle spalle, è stress inutile per l'articolazione!
Così come non si può studiare Chopin direttamente a mani unite!(se si vuole provare per divertimento è un conto, ma non è questa la giusta procedura di studio).

L'IMPORTANZA DELLO STUDIO A MANI SEPARATE:
Studiare a mani separate è fondamentale per :sviluppare la tecnica, migliorare la qualità del pezzo, a non commettere errori di lettura, a sviluppare la musicalità, e a controllare la respirazione e il rilassamento .

Inoltre studiare a mani separate evita di creare una mano più debole dell'altra.
In questo modo le mani possono eseguire lo stesso lavoro. Se per esempio la destra compie più lavoro, possiamo fare suonare anche alla sinistra la parte della destra e potrete anche notare questa cosa molto curiosa: Una mano sa fare qualcosa meglio dell'altra. Perciò se vedete che in un certo passaggio una mano riesce meglio, allora l'altra mano potrebbe riuscirci per imitazione!
(per esempio io ho la mano sinistra che fa dei mordenti perfetti che hanno aiutato a svilupparli anche alla destra per eseguire bene le invenzioni di Bach, il primo tempo della patetica di Beethoven ecc..)

Non vi siete ancora convinti che il suonare a mani separate sia migliore del suonare a mani unite?
Perfetto! provate a prendere un valzer di Chopin per esempio l'Op.60 n.2 (quello in Sim) "Valzer dell' addio".
Un buon metodo per suonare Chopin è iniziare a studiare con la sinistra. Dato che questa fa solo una successione di accordi, con una buona conoscenza di armonia si può presto imparare la mano sinistra senza difficoltà. una volta acquisita sicurezza con la sinistra si potrà leggere la parte per la destra anche a prima vista e il pezzo suonerà da solo!
(se non riuscite studiate anche a mani separate con la destra finchè non vi sentirete pronti ad unire le mani).

Studiare a mani separate rafforza la memoria e se non avete compiuto ancora i 20 anni MEMORIZZATE il più che potete perchè i pezzi imparati prima dei 20, non si dimenticano quasi mai!

L'interpretazione

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mercoledì 15 luglio 2009

Studiare un pezzo: Per elisa

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Sviluppare l'articolazione

Prima di addentrarsi negli esercizi veri e propri, è necessario sviluppare l'indipendenza delle dita.
Questa va sviluppata separatamente una mano per volta.
E' consigliabile iniziare prima con la sinistra (che altrimenti finisce per diventare solitamente la mano più debole dato il minore lavoro che questa ha nelle esecuzioni).

Un metodo semplice e rapido per sviluppare la tecnica è questo esercizio :

1) si metta la mano sui 5 tasti do,re,mi,fa,sol (della 4^ ottava, quella del DO centrale).
2)si suoni lentamente una nota per volta, facendo attenzione a creare suoni continui e a non sovrapporre i due suoni consecutivi (si suonino do,re,mi,fa,sol,fa,mi,re,do con diteggiatura rispettiva : 1,2,3,4,5,4,3,2,1).
3)ora si premano tutti e 5 i tasti contemporaneamente e a seguire un dito alla volta suona (per esempio: si suonino in simultanea re,mi,fa,sol tenondoli premuti per tutta la durata dell'esercizio e poi si suoni il do. Ora il do rimane giù premuto insieme al mi,fa e sol e si prema il re. Poi il re rimane giù insieme al do,fa e sol e si prema il mi ,e via dicendo...)
4)Ora ripetete questo esercizio anche per l'altra mano.

N.B. non preoccupatevi se farete fatica ad articolare il 4^ e il 5^ dito , è naturale che sia difficoltoso perchè queste dita sono già deboli di natura. Miglioreranno con il proseguire degli studi.

Continuate con gli esercizi su queste cinque note finchè la successione delle note do,re,mi,fa,sol e sol,fa,mi,re,do risulta abbastanza sicura ed omogenea ritmicamente .
Questi esercizi vanno eseguiti con un metronomo a 40 fino ad arrivare a 80 entro una settimana (l'aumento di velocità deve essere graduale).

-Cos'è il metronomo?
Il metronomo è uno strumento in grado di dare i bpm ovvero "battiti per minuto" . Avere il metrono "a 40" significa che il metronomo farà 40 battiti al minuto.

-A cosa serve?
Serve a regolare la velocità di un pezzo. Ogni battito del metronomo equivale ad una croma (1/8). Quindi voi nei vostri esercizi usate le note do,re,mi,fa,sol col valore di 1/8 ovvero, una nota ogni battito di metronomo.

La diteggiatura

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L'impostazione al pianoforte

La corretta postura al pianoforte comprende molte parti del corpo quali: schiena, busto, braccio, avambraccio, polso, dita, gambe. Ma non solo. Un'altro elemento di essenziale importanza è l'altezza e la distanza dello sgabello dal pianoforte.

-Schiena e busto: spesso accade che durante l'esecuzione al pianoforte, vengano richiamati all'uso i muscoli della schiena (soprattutto nei pezzi impegnativi) . Ciò non deve però comportare un irrigidimento della schiena ma bisogna sempre ricordarsi di essere rilassati. Il busto deve essere leggermente propenso in avanti (verso il pianoforte).

-Braccio e avambraccio: le braccia devono essere coi gomiti aderenti al corpo con gli avambracci leggermente rivolti in fuori (verso l'esterno). Il braccio deve essere totalmente rilassato, soprattutto gli avambracci quando c'è la necessita di suonare lo staccato di avambraccio.

-Polso e dita: il polso deve essere in linea con l'avambraccio, deve essere leggero, flessibile e all'occorrenza rigido. Le dita devono essere leggermente ricurve ( non distese!) come se si impugnasse una mela. Si suona con la punta dei polpastrelli ( non con l'unghia ). Il pollice invece suona con la parte interiore. Le dita devono essere leggermente rivolte verso l'esterno.
Lunghezza delle unghia: la lungheza delle unghia deve essere tale da permettere di suonare col polpastrello senza toccare il tasto con l'unghia ( ciò farebbe scivolare via il dito dal tasto! ). Non deve essere nè troppo corta nè troppo lunga. Troppo lunga nn ci farebbe suonare correttamente, troppo corta potrebbe fare male e alla lunga c'è il rischio che possano cadere.

-Gambe: devono essere il più possibile chiuse. Quando si usa il pedale del "forte"(quello destro) molti usano invece distaccare leggermente le gambe .

-Altezza dello sgabello: non vi è un'altezza dello sgabello universale (per esempio 50cm) ma varia da individuo a individuo(ad esempio il grande pianista Glenn Gould suonava con le sedie bassissime, il che comportava un eccessivo alzamento degli avambracci che comportava un eccessivo dispendio di energie). Dovete scegliere quella che per voi è più comoda. Solitamente si alza lo sgabello fino a quando le ginocchia non sfiorino il pianoforte. Per quanto riguarda invece la distanza da esso, anche questa è soggettiva. Io per esempio suono distantissimo dal pianoforte. Si consiglia però di sedersi sulla punta dello sgabello e non al centro. Questo sfavorisce la posizione eretta, che è errata quando si suona, e favorisce la leggera inclinazione del corpo in avanti.
 
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